Monte di Capaccio Vecchio (383 m.) - comune di Capaccio (Sa) - Parco Nazionale Cilento
Una delle peculiarita' del Parco Nazionale del Cilento e' il modo in
cui gli insediamenti umani si sono perfettamente integrati nel paesaggio
senza aggredirlo e sopraffarlo.
Questo percorso da' modo di visitare un luogo ricco di storia e nel contempo
di godere del bellissimo panorama offerto dalla piana di Paestum.
Il percorso puo' essere prolungato al Monte Polveracchio (950 m.) o al
Monte Soprano (1087 m.)
Prima di iniziare l'escursione:
Il percorso, data la sua semplicita', puo' essere affrontato in qualsiasi
periodo dell'anno e' bene pero' munirsi di scarpe da trekking, binocolo
e macchina fotografica.
Cartografia: IGM 1:25.000 198 III NO (Paestum).
Lasciata la SS 166 la strada sale verso Capaccio costeggiando le sorgenti
di Capodifiume che un tempo rendeva paludosa la piana di Paestum.
Dopo circa 1 Km si incontra il Santuario della Madonna del Granato costruito
nel IIX sec. sui resti di un tempio pagano dedicato a Hera Argiva (Giunone)
e successivamente ristrutturato nel 1993. Tale Santuario deve il suo nome
alla presenza nel suo interno di una Madonna con in mano una melagrana
simbolo di salvezza e grazia.
Da qui, superato un cancello, inizia uno sterrato che si immerge
fra arbusti di rosa canina, ginestra, lentisco, asparago...e alberi di
leccio, rovere e roverella, dei sempreverdi utilizzati per il rimboschimento.
Lungo il tragitto e' facile incontrare gheppi, merli, usignoli di fiume,
occhiotti...
Proseguendo lungo lo sterrato, si intravedono, tra le rocce, i ruderi
del Castello di Capaccio che in un primo momento fu distrutto da Federico
II (1246) a seguito della rivolta dei Baroni che si opposero al suo potere
e successivamente ricostruito ed ampliato dagli Angioini.
A questo punto si puo' decidere di seguire il piccolo sentiero che porta
alle due torri ancora esistenti o proseguire, in direzione opposta, verso
il Monte Soprano o il Monte Polveracchio.
Numeri di Telefono utili:
Pronto Soccorso (Clinica Malzoni) Agropoli 0974825924
Carabinieri di Capaccio 0828725040
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Valle del torrente Gaudo dei Molini a Stio - Parco Nazionale Cilento
In questa valle e' presente l'ultima testimonianza di una cultura contadina
che va scomparendo in luogo di attivita' piu' redditizie. Dalla folta
vegetazione si ergono i ruderi degli antichi mulini che, sfruttando le
acque del Gaudo dei Molini, muovevano le grandi ruote di pietra utilizzate
per frantumare il grano ed ottenere la farina.
Prima di iniziare l'escursione:
Il percorso, data la sua semplicita', puo' essere affrontato in qualsiasi
periodo dell'anno e' bene pero' munirsi di scarpe da trekking, binocolo
e macchina fotografica.
Cartografia: IGM 1:25.000 209 I NO (Gioi).
Stio e' raggiungibile da Vallo della Lucania percorrendo la provinciale
per Pellare e Stio.
Da Stio si percorre per 1 Km la SS in direzione Laurino e si imbocca
una strada interpoderale che porta in localita' Dortene. Si incontra un
fontanile alla cui destra inizia uno sterrato che conduce sull'argine
del torrente per poi proseguire serpeggiando tra la folta vegetazione
in cui si possono vedere i resti dei mulini. Il sentiero si chiude su
se stesso riconducendo nel punto di partenza.
Numeri di Telefono utili:
Pronto Soccorso Ospedale di Vallo della Lucania, 0974295
Guardia Medica di Stio 0974990069
Carabinieri di Stio 0974990006
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La Grava di Vesalo e la Valle Soprana - Monti Gelbison e Cervati - Parco Nazionale Cilento
Questo percorso segue le mulattiere usate durante la transumanza ora
trasformati in stradine sterrate che congiungono Campora con la Valle
Soprana e la Grava di Vesalo straordinario esempio di fenomeno carsico.
Prima di iniziare lêescursione:
E' preferibile affrontare il percorso in primavera estate periodo in cui
la natura e' in piena attivita' rendendo l'escursione piu' interessante.
E' bene munirsi di scarpe da trekking, binocolo, macchina fotografica,
borraccia e colazione a sacco.
Cartografia: IGM 1:25.000 209 I NE (Pruno) e 209 I NO (Gioi).
Da Vallo della Lucania si prende la SS 488 verso Moio della Civitella.
Ad 8 Km da Moio si trova Campora. Il percorso inizia a qualche Km
da questo paese.
La prima parte dell'escursione attraversa la valle del torrente Torno
incontrando diversi habitat naturali. Si passa dai boschetti di roverella,
agli ontani, alle siepi di biancospino. Nelle zone di pascolo troviamo
la "gariga" versione degradata della macchia mediterranea. Lungo
il tragitto si possono incontrare diverse specie animali come le poiane,
il corvo imperiale, i gheppi, il falco pellegrino, o piccoli passeriformi
come lo scricciolo e l'occhiocotto.
Si sale a circa mille metri sul livello del mare per poi ridiscendere
in un bosco di faggi alcuni dei quali hanno un tronco che supera i 3 metri
di diametro. Questo bosco e' l'ultimo rifugio del lupo nell'Appennino
campano.
Alzando lo sguardo al di la delle fronde degli alberi scorgiamo delle
possenti pareti calcaree da cui, di tanto in tanto, si libra in volo la
poiana, il nibbio o un'aquila solinga.
Il selciato scende parallelo ad un piccolo torrente che sprofonda nella
grava di Vesalo. Con i suoi 300 metri di profondita' questo inghiottitoio
(cavita' a forma di imbuto generata dallo scioglimento delle rocce carboniche)
e' uno dei fenomeni carsici piu' famosi d'Europa.
Dalla grava di Vesalo il sentiero conduce nella valle Soprana. Se lo si
desidera si potra' proseguire fino al paese di Laurino percorrendo
la mulattiera che per buona parte costeggia il fiume Calore.
Numeri di Telefono utili:
Pronto Soccorso Ospedale S.Luca di Vallo della Lucania 09744295
Carabinieri di Vallo della Lucania 09744425-09744993
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La Fiumara - alle pendici del Monte della Stella - Parco Nazionale Cilento
La Fiumara e' un torrente che attraversa una piccola vallata ai piedi
del versante settentrionale del Monte Stella per poi congiungersi all'Alento.
In antichita' questa valle venne utilizzata come via di comunicazione
tra la Paestum e Velia.
Prima di iniziare lêescursione:
E' preferibile affrontare il percorso in primavera estate periodo in cui
la natura e' in piena attivita' rendendo l'escursione piu' interessante
ma non sono da trascurare l'autunno e l'inverno.
E' bene munirsi di scarpe da trekking, binocolo, macchina fotografica,
borraccia e colazione a sacco.
Si consiglia di prendere una guida del posto in quanto si presentano tratti
molto impegnativi. Si puo' chiedere alla Sezione WWF.
Cartografia: IGM 1:25.000 209 IV SE (Casalvelino).
Il percorso inizia da Valle "molendinorum" un paese sorto nel
XII secolo cosi' chiamato per la presenza di numerosi mulini ad acqua.
Il paese e' formato da cinque subunita' separate l'una dall'altra.
Dopo il nucleo abitato denominato Godisole dove si trova il Palazzo Altomare
( XII sec.) la strada si perde in uno sterrato che attraversa gli uliveti
per inoltrarsi fra i terreni incolti.
Poco piu' a valle lo scenario cambia completamente troviamo un ambiente
umido dove crescono ontani neri e olmi campestri infatti la Fiumara
che scorre verso il fiume Alento rende questa zona molto umida. Si incontrano
molte pozze di acqua stagnante dove vive la rana appenninica. Salendo
per un sentiero nascosto tra la vegetazione si incontrano vecchi casolari
e si arriva al villaggio di Casigliano, poi a Mercato Cilento dove, superato
un irto pendio, si incontra l'antico Convento del Carmine risalente al
XV sec. all'uscita dal bosco appare il Castello di Rocca (XII sec.) costruito
dai Sanseverino ampliando il castello di Rocca Oriana (attuale torre settentrionale)
Il lastricato prosegue per la chiesa della Madonna della Neve e
scende immettendosi sulla stradina che porta a Lustra. Superato quest'ultimo
paese si incontra la chiesetta di Santa Maria Vetere (XIII sec.) con il
suo campanile rotondo e il tetto a cuspide. Da qui troviamo quel che resta
della via lastricata che collegava i paesi di Valle e Lustra. Un
piccolo ponte permette l'attraversamento della Fiumara dove si puo' vedere
cio' che resta di un antico mulino ad acqua. Risalendo il sentiero si
arriva alla strada asfaltata che conduce alla chiesa di Santa Maria delle
Valletelle (XIV sec.) con il campanile separato dal corpo principale.
In vicinanza del quale sono stati rinvenuti reperti archeologici datati
intorno al IV sec. a.C. e al II sec. d.C..
La strada continua a salire raggiungendo Godisole dove finisce l'escursione.
Numeri di Telefono utili:
Pronto Soccorso Clinica Malzoni, Agropoli 0974825924
Carabinieri di Sessa Cilento 0974836265
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